La costruzione dell'organo della chiesa parrocchiale di Tregnago

 

Agli inizi del XX secolo si rese necessario l’acquisto da parte della Parrocchia di Tregnago di un nuovo organo da collocare nella chiesa di Santa Maria Assunta per sostituire il precedente di cui non abbiamo notizie particolari ma che figura nei registri parrocchiali se non altro perché compaiono le somme pagate all’organista per il servizio svolto nell’aprile del 1881 e a Pasqua del 1882[1].

Il nuovo organo fu commissionato dall’allora parroco novello don Vittorio Costalunga (1859-1932)[2] – secondo  le indicazioni avute quasi sicuramente dal predecessore don Cavallini che, alla sua partenza da Tregnago, lasciò alla Parrocchia una somma probabilmente da destinare a questo scopo[3] – a Domenico Farinati (1857-1942), noto organaro veronese la cui ditta costruì l’organo della cattedrale di Verona, ma anche quelli delle chiese di San Fermo, Santi Apostoli, Sant’Anastasia di Verona, e di altre della provincia tra cui quelle di Caprino, San Giovanni Lupatoto e Fumane[4]. 

L’organo costruito per la chiesa tregnaghese è “uno dei primi strumenti costruiti dal Farinati, nonché uno dei più interessanti dal punto di vista fonico: 20 registri e, caso unico nella sua produzione, tre registri ad ancia ancora esistenti e, in parte, funzionanti. Questo strumento, come altri fino al 1910 circa, fu costruito con la supervisione dell’organaro inglese G. W. Trice (1847-1918) che aveva aperto un’officina a Genova dove Farinati lavorò come operaio per almeno una quindicina d’anni. Lo strumento presenta modalità costruttive singolari di precisione, solidità, tipo di disposizione, materiali e soprattutto caratteristiche foniche non solo riconducibili al Trice ma addirittura al suo maestro il parigino Aristide Cavaillé-Coll (1811-1899), forse il più grande e geniale costruttore di organi della storia”[5]. Da un punto di vista estetico, esso, in origine, era fornito di una cassa in legno in stile neogotico con tre cuspidi, adorna di bellissimi fregi, in linea con lo stile della chiesa, eseguita dal Vesentini su disegno dell’ingegner Giovanni Franchini-Stappo sui cui progetti erano già stati edificati il pulpito, l’altare della Madonna e la facciata esterna del tempio sacro.

Per la realizzazione dello strumento la Parrocchia dovette sostenere un’ingente spesa che fu pagata nel corso degli anni successivi. Da un registro delle entrate e delle uscite, custodito nell’archivio parrocchiale, infatti, risulta che furono corrisposte a Farinati ottomilacinquecento lire il 27 settembre 1903[6]. Alcuni Tregnaghesi – oltre al già citato ex parroco don Cavallini – decisero di contribuire alla spesa destinando offerte a tale scopo. Due, in particolare, compaiono nel registro, l’uno assegnò nel 1900 cento lire e l’atro, il 14 gennaio 1901, dieci lire[7]. Tali somme di cui compare traccia scritta, pur non essendo certamente le uniche offerte, come si può ben capire, non coprirono che una piccola parte dell’importo totale di cui, però, non ci è dato di sapere l’ammontare.

Al medesimo organaro, inoltre, furono richiesti, in seguito, altri interventi di modifica e di riparazione. A lui furono destinate dieci lire il 6 agosto 1904 e cento lire il 10 aprile 1912[8] per lavori effettuati su questo particolare arredo sacro.

Dopo tale data, Farinati non compare più nei conti parrocchiali fino ai successivi lavori del 1921.

L’organo originariamente fu installato, in posizione sopraelevata, nell’abside sopra il coro e fu inaugurato – con un concerto di Achille Saglia (1859-1951) organista della cattedrale di Verona dal 1888 al 1927 – il 28 settembre 1902 dal cardinale Bartolomeo Bacilieri durante una sua visita pastorale in paese che si svolse tra il 20 e il 29 di quel mese. Il programma di quella visita era ricchissimo di impegni non solo in paese[9]; ecco come lo leggiamo pubblicato da Verona Fedele  del 25 settembre insieme alla cronaca delle prime giornate:

“Sabbato 20 corr. Come era stato preannunziato sul Verona Fedele si recava qui a Tregnago l’E.mo Cardinale Bacilieri  per la Sacra Visita Pastorale. L’incontro avvenne ad Illasi alle ore 18; tutte le autorità e moltissimi privati intervennero su appositi landeaux; l’ingresso a Tregnago fu solennissimo; archi, addobbi, evviva, orifiammi, popolazione entusiasmata dimostravano l’esultanza comune.

Al mattino del 21 il Vescovo incominciò la commovente cerimonia della Visita e dopo aver comunicato i centoquindici nuovi confratelli della Compagnia del SS.mo e ben altre cinquecento persone si ritirava in Canonica che più tardi riceveva in udienza tutte le spettabili autorità Comunali e Governative del luogo, venute ad ossequiarlo.

Alle funzioni del pomeriggio L’E.mo Vescovo rivolgeva ad uno stipato uditorio la sua calda ed efficace parola.

Stamane incominciava la visita nei Paesi della Vicaria e sabbato p.v. 27 corr. Sarà qui di ritorno per la solenne inaugurazione del nuovo Organo che si farà il giorno seguente.

Sicché domenica 28 corr. Tregnago sarà nuovamente in festa, tanto più che un solerte comitato ha già organizzato grandiosi festeggiamenti col seguente programma:

Ore 9. Benedizione dell’Organo data da S. E. il Card. Bacilieri con Discorso.

Ore 9.30. Messa solenne a 4 voci (Eucaristica del m. Perosi) con assistenza Pontificale.

Ore 15. Tantum Ergo[10] e Benedizione.

Ore 15.30. Collaudo dell’Organo colle seguenti esecuzioni che si daranno da valenti maestri.

1. Marcia Pontificale. Lemmens.

2.  Meditazione – Allegretto giocoso della I Suite. Capocci. 

3. Pastorale e Mesetta . Mattioli.

4. Laghetto e Finale della Sonata in Do. Saglia.

5. Preludio e Fuga. I. S. Bach.

6. Scherzo in Re. Capocci.

7. Offertorio ( o Filii). A. Guilmant.

8. Cantabile Gran Coro. Capocci.

9. Fantasia trionfale. Th. Dubois.

Ore 17. Concerto musicale della Premiata banda locale diretta dall’esimio m. Battisti col seguente programma:

1. Marcia. Il Telegrafo senza fili. N. N.

2. La serenade Espagnole. Metra.

3. Epilogo del Mefistofele. Boito.

4. Gran Coro nel Tannhauser. Vagner.

5. Marcia Militare. Battisti.

Ore 19. Illuminazione straordinaria del Paese – Fiaccolata alla Veneziana con Musica.

Gran fuochi artificiali dei Fratelli Rossi di Melara, nella Piazza maggiore.

Per tale occasione vi sarà un treno speciale del tram a Vapore col seguente orario.

Partenza da Verona: Ore 13,20 – Arrivo a Tregnago : ore 15.

Partenza da Tregnago: ore 21 – Arrivo a Verona: ore 22.40.

Dunque Domenica 28 corr. Tutti a Tregnago e respirando quest’aure balsamiche anche voi griderete: W Tregnago.

Lunedì 29 corr. Ore 8.30 I. Cresima. Ore 11 II. Cresima.

Ore 16. Partenza dell’E.mo Cardinale per Verona”[11].

 

La stessa visita pastorale – almeno nei primi momenti del suo svolgimento – fu documentata anche da un cronista de L’Arena con una descrizione che riportiamo nella sua prima parte, dove ci viene descritta l’accoglienza festosa del paese per il cardinale.

“Ci scrivono in data 24:

Abbiamo fra noi l’Eminentissimo Cardinale Bacilieri. Arrivato sabato sera fra un popolo letteralmente festante, incontrato a Illasi da 54 carrozze entrò in Tregnago sotto un vero padiglione di verdeggianti archi trionfali, di tutte le forme, di tutte le grandezze, in tutti gli stili, ornati di bandiere o di drapperie, a palloncini, o a lampadine variopinte.

Le case, le balconate, parate a festa. Mille voci plaudenti lungo le vie, tutto quanto di più eletto, è in Tregnago dalle autorità, ai cittadini, ai villeggianti, alle gentili signore e signorine tutti in gran moto. Il paese pareva risorto…”[12].

 L’articolo prosegue, poi, con il programma per i giorni successivi ed in particolare per l’inaugurazione dell’organo, come ci viene riportato dall’articolo di Verona Fedele sopra trascritto. 

Si è voluto, in tal modo, citare gli articoli dei giornali perché ci è sembrato interessante lasciar parlare un testimone degli eventi che, per un piccolo paese di provincia, costituivano senza dubbio un fatto memorabile. La visita pastorale di un vescovo, fin dai secoli passati, ha sempre costituito un momento importante nella vita della comunità cristiana che si sentiva nello stesso tempo onorata di una tale presenza ma anche particolarmente osservata ed esaminata nelle proprie abitudini e nei propri modi di vita che non sempre si confacevano all’ortodossia cattolica. Fin dal tardo Medioevo, infatti, i vescovi si informavano dai sacerdoti e dagli abitanti del posto sul comportamento degli stessi sacerdoti e dei parrocchiani. In una tale occasione, quindi, leggendo attentamente il programma, si nota un certo desiderio di apparire in modo positivo e di non sfigurare di fronte a una grande autorità, oltre alla volontà di festeggiare insieme ad essa un evento eccezionale che si aggiungeva alla visita vera e propria: l’inaugurazione ufficiale del nuovo organo della chiesa parrocchiale, un’opera di cui andavano fieri tutti i Tregnaghesi ed in modo particolare il parroco.

 

L’inaugurazione dell’organo doveva essere un evento memorabile per una comunità che, all’epoca, non aveva molte occasioni di festa e di aggregazione, tanto più che in paese era atteso un ospite particolarmente importante come il Cardinal Bacilieri. Per l’occasione fu predisposto un manifesto-invito alla cerimonia che riporta, oltre alla data e al nome del vescovo, un sonetto adatto all’occasione di cui, però, non compare l’autore. Il prelato veniva definito “ Angiol di Verona” e il nuovo strumento è “Re d’una festa sovra ogni altra bella”, ma ecco il testo integrale del manifesto adornato da una cornice floreale:

“28 settembre 1902

Per la solenne inaugurazione

del nuovo grandioso organo

di Tregnago

benedetto dall’Em. Vescovo di Verona

Card. Bartolomeo Bacilieri

ritornante fra i Tregnaghesi dell’alta vallata

l’ottavo giorno dopo la Visita Pastorale

 

Sonetto

 

D’arte patria e di fe’ gloria novella,

Di tutto un popol pio grand’alma e voce,

Gemma del tempio augusto, inno alla Croce,

Sospiro al ciel de la mortal procella,

 

Re d’una festa sovra ogni altra bella,

Dei nostri petti a Dio nunzio veloce,

A Lui, che è fonte d’ogni gaudio e foce,

Dà preci e osanna ne la tua favella,

 

Novo organo, che l’Angiol di Verona

Da la sua destra, tra gl’incensi e i fiori,

a noi suoi figli benedetto dona.

 

Forza divina Tu col Padre eterna

Reggi e consacra l’armonia dei cori,

Palpito e volo a l’armonia superna”.

 

Il tono solenne del manifesto preannunciava una giornata e, in particolare, una cerimonia che la popolazione tregnaghese avrebbe ricordato a lungo, di cui ora ci accingiamo a parlare.

 

La giornata dell’inaugurazione

 

La comunità parrocchiale di Tregnago, dunque, aveva accolto il Cardinal Bacilieri, andandogli incontro ad Illasi e dimostrandogli tutto il suo entusiasmo e la sua gioia  attraverso il singolare e festoso addobbo del paese con palloncini, bandierine e lampadine variopinte. Domenica 28 settembre, poi, si svolse la tanto attesa cerimonia di inaugurazione del nuovo organo che ci viene descritta, con qualche enfasi, dal cronista di Verona Fedele qualche giorno dopo. Può essere utile seguirlo in questo suo racconto per capire il clima che si poteva respirare in paese in quella circostanza. L’articolo, piuttosto lungo, parla dell’inaugurazione dello strumento e ne descrive alcune caratteristiche tecniche, ma racconta anche altri aspetti di quella visita episcopale. Il cronista racconta ciò che ha potuto vedere di persona e si astiene, ad esempio, dal parlare della serata di fuochi d’artificio perché afferma di essere partito prima che questi avessero luogo. Sono interessanti, inoltre, le informazioni che egli ci fornisce sugli avvenimenti e sulle persone che li animano.   

“Dico subito anzitutto: la festa fu degna della grossa borgata, vibrante di tanto entusiasmo di fede e operosità cristiana, dell’E.mo nostro Vescovo che benignamente annuì condecorarla della sua augusta presenza e della nuova opera cristiana che della festa era il movente principale.

Con una sola frase comprensiva si potrebbe così compendiare la relazione: migliore attuazione del programma di festeggiamenti, annunciato sul nostro giornale e da appositi avvisi sui muri, non poteva essere data.

Tuttavia è pure richiesto dalla solennità e novità della cosa il riferire un po’ meno telegraficamente su qualche particolare più degno di menzione.

Non mi dilungherò a dire delle novelle festive accoglienze a Sua Eminenza, reduce dalla visita pastorale a Giazza, la sera di sabato; della vivissima aspettazione e letizia dei Tregnaghesi, della gran folla che ieri si riversò in Tregnago.   

Poco dopo le nove del mattino, l’Em.mo benedisse il nuovo e grandioso organo, fattura del nostro Farinati, situato con la cantoria al di sopra del coro, fornito di una cassa magnifica, svetta con tre cuspidi, adorna di bellissimi fregi, armonizzante con lo stile del bel tempio, eseguita dal nostro Vesentini su disegno dell’esimio Ing. Co: cav. Nob. Giovanni Franchini-Stappo. Dopo la benedizione S. Em.za rivolse al popolo accalcato un breve e magistrale discorso sulla sacra missione dell’organo, costituito dalla benedizione istromento per il culto divino, e quindi per frutti di pietà e condotta cristiana. Il suo scopo non è appagare profani orecchi di melodie e armonie sconvenienti alla dignità austera del tempio divino, ma suscitare nei cuori cristiani sospiri di pentimento e preghiera, palpiti di amore e ossequio filiale a dio, al quale tutte le parti del tempio sono ordinate e dedicate. Quando l’organo è toccato dalla mano di un credente, sono questi i soli effetti che esso deve produrre: eccitare gli animi ad adorare, pregare ed amare Iddio.

All’opera eletta del severo e splendido campanile eretto non molti anni fa, s’associa ora questa seconda opera , dello splendido e liturgico organo: e tutte e due costituiscono come il vanto insigne così l’eccitamento più vivo per i Tregnaghesi a rendere il proprio cuore sempre più degno del Signore, immacolato come lo supplicava tra il suono dell'organo a Dio la Vergine Martire, protettrice della Musica Sacra, Santa Cecilia: Cantantibus organis Cecilia decantabat Domino dicens: … fiat cor meum immaculatum ut non confundar.

Il discorso di Sua Em.za, seguito tosto dal suono irrompente e trionfale dell’organo e da Lui recitato, vestito del sacro Piviale e con la Mitra in capo, dinanzi a popolo numerosissimo, fece la più viva e, speriamo, la più fruttuosa impressione.

Alla Messa solenne, celebrata da Mons. Moratti, con assistenza Pontificale, la musica, cioè la bella Missa eucaristica del Perosi, fu bene eseguita dai cantori del luogo, egregiamente diretti e, prima pazientemente istruiti dal giovane e bravo M.o Battisti di Tregnago, il quale non risparmiò fatica per ottenere una fedelissima e ben affiatata esecuzione, e può sudare ben lieto d’aver raggiunto l’ideale prefissosi. Gli stessi cantori del luogo eseguirono nel pomeriggio il Tantum ergo pur di Perosi. Al banchetto intervennero tutte le autorità.

Protagonista della festa musicale, in unione al costruttore, fu l’egregio organista della nostra Cattedrale M.o Achille Saglia, il quale accompagnò la Messa al mattino, e al pomeriggio tenne il concerto inaugurale, svolgendo da maestro il già annunciato classico e brillante programma, e facendo rilevare tutte le eccellenti qualità foniche di forza, pastosità e dolcezza dello strumento.

Alla sera concerto ed ottima esecuzione della banda locale, della quale pure è istruttore e Direttore il M.o Battisti; illuminazione, fiaccolata e fuochi artificiali. Ma degli spettacoli ottici il rappresentante del V. F. nulla può riferire de visu, perché partito prima.

Debbo aggiungere, a completare la relazione, che in questa circostanza furono costrutti ex novo, dal Vesentini, anche il coro e la cantoria, sempre su disegno dell’Ing. Co. Franchini, che con assoluto disinteresse oggi ha aggiunto queste nuove glorie alle altre due preesistenti, nella stessa chiesa, del pulpito e dell’altare della Madonna. Anche e soprattutto di lui era ben giusto e doveroso il fare menzione speciale, tra il ricordo di quelli che più benemeritarono dell’augusto decoro del tempio parrocchiale di Tregnago. E così pure è doveroso e sacro il ricordo del compianto Mons. Cavallini, già Arc. di Tregnago, che aveva raccolta e stanziata una bella somma per il nuovo organo. Dell’Arciprete attuale, del suo ardore per l’onor della Casa di Dio e per il bene del suo popolo, del modo col quale egli è corrisposto dai suoi buoni parrocchiani, ecc. ecc., il relatore non dice: praedicabit posteritas”[13].

z.”

Da quanto possiamo capire da questa descrizione, quindi, la festa per l’inaugurazione dell’organo si trasformò in un evento lungo un’intera giornata e fu vissuta intensamente dalla comunità di Tregnago che, in vari modi, si era attivata per renderla memorabile.

Nel ventennio successivo agli eventi sopra descritti, tuttavia, si rese necessario un ampliamento della chiesa e, in tali circostanze, anche l’organo subì alcune modifiche per essere collocato in altra sede: quella dove lo vediamo ancora oggi.

 

[1] A.P.T., Libro I Nota Chiesa.

[2] Nato a Monteforte d’Alpone nel 1859, fu Vicario parrocchiale a Sanguinetto e fu eletto parroco di Tregnago dal consiglio comunale, formato da 19 consiglieri, il 3 dicembre 1899. Il regio prefetto di Verona diede il suo visto il 28 dicembre. La notifica dell’avvenuta elezione giunse al vescovo il 5 gennaio del nuovo anno e la nomina vescovile definitiva avvenne il 25 gennaio 1900[2]. 

[3] Parroco di Tregnago dal 1888 al 1899; don Basilio Finetto dei Rosini nella poesia L’autuno del novantanove, parla di lui e ci fornisce qualche notizia: “l’Arçiprete ea renunzià. / L’è gnanca un mese, [...], / che l’à lassà Tregnago, e l’è a Verona / Canonico del Domo. […] / Lu l’à fato el campanil, / cavando soldi fin da le prëare; / e col so ingegno svelto, fin, sotil, / El g’à fato finir de piturare / la Cesa tuta; e Santa Margarita / la g’à el so altar, l’è bela come in vita. / No so, de pì cossa El podesse far, / per farse voler ben de cor. Se trata / che no ghe n’è un de quei che ’nàa a çercar / che possa dir: a mi no ’l me la fata / la carità; ma tuti quanti in coro / i dise ancora: El n’avrèa dà de l’oro. / E quando che gh’è stà quel teremoto / ch’el g’à crepà le case tute quante, l’è stà Lu el primo a ’nar de sora e de soto / a tute ste Contrè, viçin, distante […]. / Che i diga quel che i vol, ma chì a Tregnago / Don Cavalini el g’à lassà el so cor; / e adesso da Verona, come l’ago / magnetidà tende al so polo, ancor / Lu el pensa a Nu; e l’è stà Lu che l’à scelto / el Pàroco Nöel, sì bravo e svelto. / E a Lu el g’à messo in man un bel libreto / de mila franchi, el giorno del so ingresso, / disendo: mi per l’organo ghe meto / sto cosso chì; ghe metarà po’ presso / qualche altra cartelèta ci vorà / sentir in Cesa l’òrgano sonà”. Cfr. FINETTO DEI ROSINI, Ai Fineti. Un toco de storia de Tregnago, Giazza-Verona 1991, p. 111. In effetti, in A.P.T. Libro 1o Nota Chiesa, nel gennaio 1902 compare tra le entrate una somma di mille lire lasciata da don Cavallini alla parrocchia senza, tuttavia, specificarne il motivo.

[4] Secondo quanto si legge in un’inserzione pubblicitaria pubblicata dal Bollettino Ecclesiastico Veronese del febbraio 1935, Farinati costruì anche l’organo della basilica di San Paolo fuori le mura.

[5] Cfr. A.P.T., busta Restauro Organo 1990-1991: BONATO, Progetto e preventivo (03–07–89 ).

[6] A.P.T., Libro I Nota Chiesa.

[7] Ibidem.

[8] Ibidem.

[9] In un Articolo di Verona Fedele del 16 settembre 1902 intitolato La Visita Pastorale alla Vicaria di Tregnago si legge il programma della visita pastorale del card. Bacilieri nella vallata: “Nel pomeriggio di sabato (20) l’Em. Cardinale si recherà a Tregnago per la Sacra Visita a quella Vicaria. Ecco l’ordine dell’itinerario. Sabato sera e domenica (21) a Tregnago. Lunedì (22) a Centro. Martedì (23) a Cogolo. Mercoledì e giovedì (24 e 25) a Badia Calavena. Venerdì (26) a Selva di Progno. Sabato (27) a Giazza. Domenica e lunedì (28 e 29) nuovamente a Tregnago per l’inaugurazione dell’Organo, le Sante Cresime ecc.”

[10] Il Tantum ergo è un inno eucaristico che veniva cantato in latino durante la funzione della domenica pomeriggio, prima della benedizione con l’Eucaristia.

[11] L’articolo – pubblicato  da Verona Fedele il 25 settembre 1902 – porta il titolo: S. Em. a Tregnago e le feste per l’organo e porta la data: Tregnago 22 sett. 902 (ritardata); non compare, però, il nome dell’autore.

[12] L’articolo – pubblicato  da L’Arena il 25-26 settembre 1902 – porta il titolo: L’arrivo e la permanenza dell’E. Cardinale [Bacilieri].

[13] L’articolo – pubblicato da Verona Fedele il 29 settembre 1902 – porta il titolo: La festa inaugurale dell’organo a Tregnago. Anche in questo caso non compare il nome dell’autore, alla fine, però, una Z potrebbe costituirne l’iniziale. 

 

(Il presente articolo è stato pubblicato in: P. MILLI, L'organo della chiesa di Santa Maria Assunta di Tregnago. Nel centenario della sua inaugurazione, Comune di Tregnago-Biblioteca Comunale di Tregnago, Tregnago 2002)