Gli interventi politici dopo il terremoto del 1891: la Camera dei Deputati

 

L’11 giugno 1891, qualche giorno dopo i tragici eventi, la Camera dei Deputati si interessò dell’accaduto con un’interrogazione ufficiale proposta da Gualtiero Danieli[1] e Achille Fagiuoli[2]. Negli atti si legge:

“Presidente. L’onorevole sotto-segretario di Stato per l’interno ha espresso il desiderio di rispondere ad interrogazioni urgenti degli onorevoli Fagiuoli, Danieli e Brunialti.

Gli onorevoli Danieli e Fagiuoli chiedono quali altre notizie siano pervenute al Ministero dell’Interno sul terremoto in Tregnago e Badia Calavena; e quali altri provvedimenti abbia preso ed intenda prendere.

L’onorevole sotto-segretario di Stato per l’interno ha facoltà di parlare.

Lucca, sotto-segretario di Stato per l'interno. Se la Camera consente, darò lettura di un telegramma, arrivato ieri sera, del prefetto di Verona che dà informazioni di quanto è avvenuto.

Esso dice: ‘Torno ora dalle località maggiormente colpite dal terremoto. Vi passai iernotte anche per rassicurare le popolazioni, terrorizzate dal continuare delle piccole scosse, ed attendate nei campi. Girai per tutta la vasta estensione di quelle contrade nella direzione Sud Ovest dal vulcanico di Bolca, dove trovansi molte case interamente rovinate, ed altre assai pericolanti per fenditure allargantisi ognora più. È cosa prodigiosa che non vi siano state più vittime. I maggiori guai sono a Cogolo presso Tregnago, e sui territori di Badia Calavena, Selva di Progno e Vestenanova.

In quest’ultimo Comune, presso Castelvero, v’ha un masso enorme che pende minaccioso sopra la sottoposta contrada. Incaricai un ufficiale del Genio militare di studiare e proporre ciò che fosse da farsi in proposito. Avendo preso i provvedimenti d’urgenza, devo chiedere ulteriori sussidi, specialmente per i Comuni finora non contemplati.

Son calmati i timori per la piena minacciata dall’Adige. Disporrò per l’invio del personale tecnico necessario, per dare savi consigli e sicuro indirizzo nei provvedimenti da prendersi. Il prefetto Sormani’.

Però il ministro prima di aver ricevuto questo telegramma, ne aveva indirizzato egli uno al prefetto di Verona, che stamani rispondeva così:

‘II terremoto produsse danni estesi in altri Comuni finora non contemplati. I continui sussulti del terreno allargano le fenditure dei fabbricati. In questo momento ricevo notizia che nuove scosse si sono avute durante la notte scorsa e questa mattina a Tregnago, con panico generale.

È rovinata una casa della frazione di Marcenigo, senza vittime, perché abbandonata. Proseguo nel prendere i provvedimenti indicati dalla situazione. Il prefetto Sormani’. Questo è lo stato deplorevole delle cose. L’onorevole Fagiuoli e la Camera sanno come appena ebbe notizia del disastro, immediatamente il Ministero, disponendo di quel pochissimo di cui può disporre ora tanto più che siamo alla fine dell’esercizio, mandò un soccorso di 3.000 lire per i bisogni più imminenti.

Naturalmente il soccorso non è adeguato alla importanza dei danni; il Governo però assicura l’onorevole Fagiuoli e la Camera che tutto quanto si potrà fare si farà doverosamente, perché è necessario di mostrare come, fin dove può, il Governo venga in sussidio delle povere vittime di tanta catastrofe.

Quindi, riservando all’onorevole ministro delle finanze di fare quelle dichiarazioni che sono di sua competenza, credo di poter assicurare l’onorevole Fagiuoli e tutti gli onorevoli rappresentanti della provincia di Verona che il Governo farà quanto è in poter suo di fare.

Presidente. L’onorevole ministro delle finanze ha facoltà di parlare.

Colombo, ministro delle finanze. L’onorevole Fagiuoli domanda quali disposizioni intenda di prendere il ministro delle finanze per alleviare in qualche modo i danni che il terremoto ha prodotto in provincia di Verona nei comuni di Tregnago, Badia Calavena ed altri.

L’onorevole Fagiuoli sa che per una disposizione di legge, i fabbricati hanno diritto allo sgravio della imposta dal giorno in cui furono distratti o resi inabitabili. Dunque, quanto a questo punto, non c’è nessun dubbio. Può invece venir sollevata la questione della sospensione del pagamento della rata in corso, sia a coloro che ebbero il danno, sia in generale agli abitanti delle località che furono rovinate dal terremoto.

Ora io cercherò di provvedere che sia sospeso il pagamento per coloro che furono realmente colpiti dal disastro. Quanto alla sospensione generale, non posso dare per ora all’onorevole Fagiuoli alcuna assicurazione. Io dovrò prima vedere quale sia la estensione del disastro; allora, a seconda della sua entità, io procurerò di prendere quei provvedimenti che saranno possibili, per unire i miei sforzi a quelli del ministro dell’interno, a fine di rendere meno gravi le conseguenze del disastro.

Presidente. Ha facoltà di parlare l’onorevole Fagiuoli.

Fagiuoli. Ringrazio l’onorevole sotto-segretario di Stato per l’interno, delle informazioni che ha voluto darci sul luttuoso avvenimento del terremoto del 7 giugno. Da parte mia posso aggiungere questo: che un telegramma testé ricevuto dal sindaco di Tregnago, mi avverte che le scosse di terremoto continuano non solo, ma che in tutte quelle popolazioni, misere, attendate, mal protette in una stagione come questa che attraversiamo, si è sviluppata terribile la difterite. Il male ha colpito

principalmente il comune di Tregnago; ma ha colpito gravemente anche i vicini comuni di Badia Calavena e di Vestenanova.

Le informazioni che ho ricevute dal sindaco stesso mi assicurano che in quei tre Comuni e relative frazioni non una casa è rimasta abitabile; che alcune case in uno di questi Comuni sono rovinate, ed altre sono state abbattute per ragioni di sicurezza pubblica; e che quelle che rimangono in piedi sono state sgombrate per ordine del Genio civile o dell’autorità di pubblica sicurezza, perché pericolanti e perché le scosse leggiere continuano.

Io potrei anche aggiungere che in quella disgraziata Provincia, che ho l’onore di rappresentare, non è questo il solo disastro; perché, a due passi di lì, è scoppiato, nello stesso giorno, il terribile nubifragio, per cui si hanno da deplorare perfino delle vittime umane annegate, perché sorprese lungo la via senza possibilità di riparo; e che intere campagne sono state allagate, quasi come se l’Adige fosse uscito dagli argini.

E dunque una sventura veramente grande. La Camera comprende che quanto dico, lo dico con sentimento di profonda convinzione; perché sa che non l’ho mai tediata con questioni d’interessi puramente locali.

Voci. E vero!

Fagiuoli. Ma, davanti allo spettacolo doloroso a cui di qua assisto, per le informazioni che continuamente ricevo, e per quelle che il Governo stesso ci ha comunicate, non è possibile rimanere in una attitudine di inerte aspettazione.

Io debbo anche dichiarare che la risposta del sotto-segretario di Stato per l’interno non può assolutamente sodisfarmi. Io non posso credere che il Governo abbia compiuto tutto il debito suo, anche nelle ristrettissime condizioni di finanza in cui ci troviamo, mandando un sussidio di tre mila lire, che non sono nemmeno sufficienti per erigere una parte delle tende occorrenti per ricoverare una popolazione, che è senza tetto, che non ha possibilità di lavoro, e che è quindi senza mezzi di sussistenza.

Perciò io prego l’onorevole sotto-segretario per l'interno di rivolgere una parola all’onorevole ministro del tesoro. Io sono sicuro che il cuore del ministro del tesoro si schiuderà, e quindi anche la cassa del tesoro stesso. (Si ride).

Sono sicuro che, frugando, qualche cosa si potrà trovare ancora! Ed è necessario trovare qualche cosa, perché non si potranno mai persuadere quelle popolazioni che le ristrettezze finanziarie siano tali che, dinanzi ad un disastro così grave, il Governo non trovi che tremila lire da mandare. È un’espressione di simpatia che non può bastare.

Ed ora rivolgo una parola di ringraziamento anche all’onorevole ministro delle finanze per la dichiarazione che ha fatta; e sono d’accordo con lui, che per la tassa sui fabbricati demoliti il Governo non può che far eseguire la legge.

La seconda parte del suo discorso riguardava i veri sussidii che l’amministrazione della finanza pare disposta a concedere a questi disgraziati paesi.

E qui io prendo atto con piacere della dichiarazione dell’onorevole ministro delle finanze che, per ciò che concerne i fabbricati rovinati o fatti demolire, egli farà sospendere immediatamente la riscossione della tassa sui fabbricati iscritti già nei ruoli.

Egli però ha fatto qualche riserva rispetto ad una misura più larga che comprendesse in genere tutti questi fabbricati. Ma anche qui io voglio far osservare all’onorevole ministro delle finanze che, prima di tutto, la misura generale sarebbe assai più facile ad eseguirsi. Ma mi si dirà che se è facile ad eseguirsi, non c’è però ragione per far perdere allo Stato tutto quello che gli è dovuto.

Intendiamoci; si tratta di somme d’assai tenue importanza; e siccome questi fabbricati sono intanto resi inservibili, in modo che la popolazione è costretta a ricoverarsi sotto le tende, in mezzo alle campagne, sotto gli alberi, mi pare che sia cosa equa l’addivenire a questa misura.

Devo ringraziare anche della dichiarazione, che questa misura sarà estesa a tutti i fabbricati dichiarati inabitabili ed inservibili dal Genio civile, e dalle autorità di sicurezza pubblica. Voglio confidare poi che l’onorevole ministro delle finanze completerà il suo pensiero col dare le istruzioni necessarie onde sia sospeso il pagamento della tassa sui fabbricati pei Comuni colpiti dal terremoto, e per tutti i fabbricati resi inadatti ad essere abitati.

Io quindi rivolgo nuovamente una parola all’onorevole sotto-segretario di Stato per l’interno onde cerchi di ottenere dall’onorevole ministro del tesoro i mezzi per venire in aiuto a queste popolazioni, le quali hanno bisogno assolutamente di tutto.

Non ho altro da dire.

Presidente. L’onorevole sotto-segretario di Stato per l’interno ha facoltà di parlare.

Lucca, sotto-segretario di Stato per l’interno. Sarebbe colpa imperdonabile se davanti ad un fatto tanto luttuoso, la mia parola avesse potuto suonare così da far credere che dato il primo soccorso delle 3000 lire, il Ministero dell’interno dovesse completamente disinteressarsi, come pare abbia inteso l'onorevole Fagiuoli.

Ma io gli farò osservare che ho avuto l’onore di dirgli che il Governo (non il solo ministro dell’interno) s’interessa, come deve, di questa grave situazione di cose.

Quindi si fidi l’onorevole Fagiuoli alla parola schietta e sincera di chi, quanto lui, si interessa per quelle popolazioni; e stia certo che se la parola del ministro dell’interno potrà influire sul cuore del ministro del tesoro, questa parola sarà detta con tutta quella effusione e con tutto quell’interessamento che, ripeto, è pari tanto in me e nel Governo quanto nell’onorevole Fagiuoli.

Presidente. Ha facoltà di parlare l’onorevole Fagiuoli.

Fagiuoli. Sono lieto di questa nuova dichiarazione dell’onorevole sotto-segretario, della quale prendo atto con piacere, e che servirà a far rinascere la fiducia e la speranza in quelle popolazioni.

Ma, intendiamoci bene. I provvedimenti legislativi, che il Governo deve prendere a studiare, sono provvedimenti remoti; e per questi io ho pienissima fiducia nell’opera sua, perché abbiamo dei precedenti dei quali il Governo naturalmente terrà conto; ma è il soccorso immediato, che è urgente; e sa questo non ho ancora sentita una dichiarazione esplicita che mi rassicuri in modo completo. (Mormorio)

Io prego il Governo di fare qualche cosa immediatamente, perché il sussidio dato ora è infinitamente più utile di tutti i provvedimenti che potrebbe prendere fra qualche mese, quando il bisogno urgente sarà scomparso. Confido che il Governo vorrà tener conto della raccomandazione”.

Dalla medesima interrogazione si viene a conoscenza dei danni recati dal sisma anche in località della limitrofa provincia di Vicenza:

“Presidente. Vi è ora una interrogazione dell’onorevole Brunialti sulla distruzione di un’intera frazione del comune di Altissimo e sugli altri danni arrecati dal terremoto del giorno 8 nella provincia di Verona.

Lucca, sottosegretario di Stato per l’interno. Il giorno 9 si ricevette dal prefetto di Vicenza il seguente telegramma:

‘Ricevo ora avviso dal sindaco di Altissimo che una remota contrada di quel Comune è completamente distrutta dal terremoto; per cui rimangono senza tetto quattordici famiglie che invocano soccorso. Mando a verificare’.

Successivamente arrivò ieri quest’altro telegramma:

‘Oltre quanto ieri riferii non pervennemi notizia di danni in causa del terremoto. In complesso, si ha una vittima umana e delle case poco solide rovinate o pericolanti in parecchi Comuni. Vi ha bisogno di sussidi ai danneggiati più poveri’.

Stamattina si è ricevuto altro telegramma, in questi termini:

‘Il tenente dei carabinieri ha verificato sul posto che nella contrada Cauce del comune Altissimo, composta di circa venti case poco solide, due rovinarono; e che quattro, molto danneggiate, sono inabitabili. Sei famiglie sono ricoverate presso parenti. La popolazione, tranquilla, cerca di riparare i danni. Occorrono soccorsi’.

Anche qui, appena avuta la notizia, si mandò telegraficamente avviso che il prefetto  desse un sussidio alle famiglie più povere.

Io credo che, visto che i danni sono stati molto più limitati di quelli di Verona, la somma distribuita, per quanto non rispondente ai bisogni di tutti, sia stata però tale da riparare all’urgenza del momento.

Anche qui, si assicuri l’onorevole Brunialti che il Governo farà quanto potrà per lenire le conseguenze di questi mali.

Credo che l’onorevole Brunialti, che con un cenno del capo fa mostra di annuire, potrà essere sicuro che quanto si potrà fare sarà fatto.

Presidente. Ha facoltà di parlare l’onorevole Brunialti.

Brunialti. Ringrazio il Governo delle sue dichiarazioni; ma gli confesso che avrei desiderato, e con me quelle popolazioni, che qualche altra autorità, oltre al tenente dei carabinieri, si fosse recata sul posto.

Certamente noi vediamo sempre con grandissima simpatia anche un tenente dei carabinieri; ma in un disastro così grave, che porta la distruzione di un’intera frazione del Comune, e ne rende inabitabili altri due, Chiampo e San Giovanni Ilarione, credo che qualche altra autorità avrebbe dovuto recarsi sul posto, se non altro per dare quell’incoraggiamento morale che deriva dalla presenza dei rappresentanti del Governo.

Ad ogni modo, spero che il Governo vorrà mandare qualche altro sussidio, che almeno sollevi dai più urgenti bisogni i più poveri di quelle popolazioni; e non dubito poi che tutte quelle disposizioni che saranno prese per i vicini Comuni della provincia di Verona, nella identità delle circostanze, saranno estese anche ai Comuni danneggiati della provincia di Vicenza. Questo raccomando soprattutto all'onorevole

ministro delle finanze, inquantochè, ripeto, anche ad Altissimo, a Chiampo ed a San Giovanni Ilarione la maggior parte delle case, a quanto mi risulta, sono rese inabitabili. Io lo prego quindi di dare, come all’Intendenza di finanza di Verona,   anche all’Intendenza di finanza di Vicenza, istruzioni di seguire le stesse norme.

Presidente. Ha facoltà di parlare 1’onorevole sotto segretario di Stato.

Lucca, sottosegretario dì Stato per l’interno. Consentirà la Camera che io dichiari come non meriti censura nessuno del personale amministrativo della provincia di Vicenza, in questa luttuosa circostanza.

Io non poteva supporre che l’onorevole Brunialti, il quale aveva già informazioni tanto sicure da non poter nulla opporre a quanto ho riferito, sentisse il bisogno di dichiarare che altre autorità, oltre quelle che premurosamente vi si recarono, avrebbero dovuto recarsi sul luogo.

Fortunatamente il danno lamentato non è grave così da obbligare tutte le autorità amministrative della provincia di Vicenza di recarsi sul luogo del disastro: sarebbe stato accrescere quel panico che pur troppo per la disgrazia stessa si è avuto.

Quindi io credo mio dovere di dichiarare che tutte le autorità della provincia di Vicenza hanno fatto il loro dovere; se tutte non si sono recate esse personalmente sul luogo, ed hanno mandato chi poteva rappresentarle, non meritano alcuna censura.

Presidente. Così sono esaurite queste interrogazioni, alle quali il Governo ha creduto di rispondere subito, considerandole d’urgenza”[3].

 

[1] Il conte Gualtiero Danieli nacque a Badia Polesine (Rovigo) il 14 aprile 1855. Conseguì la laurea in Giurisprudenza, fu docente universitario e avvocato. All’epoca del terremoto era deputato eletto nel Collegio di Tregnago. Morì a Roma il 23 marzo 1917.   Cfr. http://storia.camera.it/deputato/gualtiero-danieli-18550414.

[2] Achille Fagiuoli fu deputato di Verona e Legnago dal 1886, sottosegretario al Tesoro dal 1892 al 1893. Cfr. O. GASPARI, L’Italia dei Municipi. Il movimento comunale in età liberale (1872-1906), Roma 1998, nota 34 p. 24.

[3] Il testo dell’interrogazione è tratto da: Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, legislatura XVII, prima sessione, discussioni, tornata di giovedì 11 giugno 1891. Il presidente era Giuseppe Biancheri.