Una deliberazione del Consiglio Comunale di Tregnago sui danni causati dal terremoto

 

Il 7 luglio 1891, per la prima volta dopo il grave evento sismico, si riunì il Consiglio Comunale di Tregnago. Il Sindaco era l’avvocato Antonio Cavaggioni; consiglieri erano: Benedetto Rigoni, Paolo Cicheri, Santo Gozzo, Carlo Valle, Giobatta Doria, Giobatta Zanderigo, Orseolo Massalongo, Daniele Trezza, Domenico Salgaro, Luigi Finetto, Francesco Cipolla, Giuseppe Vinco.

Ecco il testo della deliberazione dall’oggetto: “Mutuo passivo ristauro edifici comunali”.

“Torna inutile dimostrare al Consiglio i danni arrecati al Comune dal terremoto fra cui quelli apportati ai fabbricati di proprietà comunale. Questo municipio assistito da persone volonterose si è adoperato con ogni possa per procurare dei soccorsi ai più bisognosi e provvedere alla sicurezza delle case minaccianti rovina prevenendo così terribili più funeste conseguenze a danno di tutti. È pur noto come il terremoto ha straordinariamente rovinati i fabbricati di proprietà comunale ad uso del Municipio, della Regia Pretura, Ufficio di Registro, ad uso scuole, come danneggiò enormemente la torre campanaria del castello ed abbattuta la casa ad uso del custode del pubblico orologio; come scassinò la casa Canonica di Cogollo e resa inservibile la casa ad uso scuole di detta frazione presa in affitto. Che per causa di tanti danni l’Ufficio Municipale, la Pretura, l’Ufficio Registro dovettero abbandonare le loro residenze portandosi a funzionare in fabbricati e destinati ad altri usi i quali presentavano minori pericoli alla sicurezza delle persone e che furono sospese le scuole per mancanza di adatti locali. Di fronte a tanti disastri e a tanti bisogni, la Giunta in seduta 19 giugno deliberava in via d’urgenza di far riparare in via economica i danni del fabbricato municipale e ridurre ad uso abitazione di tante famiglie rimaste senza tetto  la casa comunale a Sant’Egidio detta di Sant’Antonio; ordinando i lavori necessari al palazzo Pellegrini per reintrodurre gli uffici e ciò pure in via economica a mezzo del capo mastro sig. Bertoldi Domenico facendo fronte in parte alla spesa col fondo preventivato nel Bilancio circa di £ 1.000 per lavori al coperto del Fabbricato Pellegrini e ripristinati i danni al fabbricato municipale […]”

Dalla medesima delibera si conosce che le scuole comunali furono collocate in una casa di Elisa Tovaglia; la pretura fu ospitata nel palazzo del conte Francesco Cipolla; l’ufficio del registro era nella casa d’abitazione del titolare. Per i restauri degli edifici comunali sarebbero occorse circa 15-20mila lire, perciò il Comune accese un mutuo di 20.000 lire, da estinguere in vent’anni con la Cassa di Risparmio di Verona[1].  

 

[1] Archivio Comunale di Tregnago, Registro Delibere del Consiglio Comunale  aprile 1885-1897.