I forestieri di Orazio Sorio: il libro

 

I forestieri. Favola boscareccia di Horatio Sorio è un libretto in piccolo formato costituito da 101 pagine.

 

L’edizione:

[all’interno di cornice xilografica] I FORESTIERI /FAVOLA BOSCARECCIA / DI / HORATIO SORIO DEDICATA / Al M: Ill: Et M. R.do  / S.r Il Sig.r D. / PAVLO Sammartini / Dig.mo Arcip: / Di SCHIO / In Verona

MDCXII / Presso Angelo Tamo

 

12°; A-C12D18; pp. 101, [7].

p. 1: [frontespizio]

p. 2: [bianca]

pp. 3-4: [dedica] AL M.TO ILLVST. / E M. REV. SIG. / & Patrone oss. / IL SIG. D. PAVLO / SAMMARTINI. / [… ] / Di Tregnago il di 18. Fe- /braro 1612. / [...] / Horatio Sorio.

p. 5: [fregio tipografico] / [avviso] A’ LETTORI.

p. 6 [fregio tipografico] / INTERLOCVTORI / dell Opera.

pp. 7- 101: [testo];

p. [102]: [imprimatur, a firma di Doroteo Danieli canonico e Antonio Taffelli arciprete di S. Giovanni in Valle, dell’inquisitore Benedetto Torriani, e del cancelliere Girolamo Diviaco, datato 6 febbraio 1612].

p. [103]: [stemma gentilizio]

 

Esemplari esistenti:

Verona, Biblioteca Civica 156.1 . 2164/6;

Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Caps. E.6.A.17; 

Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana; Rovigo, Accademia dei Concordi.

 

La stampa in dodicesimo e forma piuttosto comune, soprattutto per la produzione lirica e pastorale, ed i particolare nel secolo XVII. 

L‘editore è Angelo Tamo, tipografo che nel 1598 aveva acquistato la stamperia e il materiale tipografico da  Girolamo Discepolo. Fu vittima dell’epidemia di peste che colpì anche Verona nel 1630, ma fino ad allora fu il principale impressore cittadino.

Come accadeva sempre per  le opere letterarie date alle stampe nel Seicento, anche nell’edizione de I forestieri è presente alle pagine 5 e 6 l’avviso ai lettori, dove l’autore dichiara che l’uso delle divinità nel testo è condotto secondo l’uso degli antichi, e che noi tuttisappiamo esser un solo vero e unico Iddio, Padre, Figlio e Spirito Santo.

La stampa di favole pastorali nella città di Verona avvenne frequentemente nel corso del periodo di massima diffusione del genere, tra gli anni ’80 del Cinquecento e gli anni ‘30 del Seicento anche se il principale centro tipografico per la questo genere di opere fu Venezia, dove vennero impressi in quel periodo circa cento titoli.