Abramo Massalongo

 

Abramo Bortolo Massalongo nacque il 13 maggio 1824 a Tregnago, in una casa in località Ortelle di Sopra, ora via dei Bandi. Nell’atto di nascita si legge, inoltre, che il padre si chiamava Bortolo e la madre era Teresa Milani. Fin da piccolo, Abramo manifestò interesse per la natura, i fiori e le pietre ma nel 1838 entrò nel seminario di Verona dove compì gli studi classici. Successivamente, nel 1844, si iscrisse all’Università di Padova, alla facoltà di Medicina, quella più vicina ai suoi interessi ma, dopo pochi mesi, fu costretto a ritirarsi per motivi di salute e a rientrare a Verona. Qui, su consiglio paterno, iniziò a studiare legge privatamente sotto la guida di Angelo Messedaglia e, cinque anni più tardi, si laureò in Giurisprudenza a Padova. Nello stesso anno sposò la nipote Maria Colognato, figlia della sorella Luigia, dalla quale ebbe tre figli: Caro, Orseolo, Roberto e due figlie, Teresa e Vittoria, che sarebbero morte in tenera età. 

Nel medesimo periodo conobbe Roberto De Visiani che dirigeva l’Orto Botanico di Padova, con il quale strinse un profondo legame di amicizia. Trasferitosi di nuovo a Padova, finalmente poté dedicarsi agli studi scientifici frequentando l’Orto Botanico.

Nel 1851 Massalongo ebbe l’incarico di insegnare Storia Naturale e Storia Civile Universale al Ginnasio di Verona, città dove tornò a vivere. L’ultimo decennio della sua breve vita fu costellato dalla pubblicazione di molte opere che spaziavano dalla botanica alla geologia: gli interessi del naturalista furono rivolti soprattutto alla flora e alla fauna fossile del Veneto – in particolare di Bolca, Roncà, Novale, Salcedo, Monte Pastello – e di altre regioni italiane come la Toscana, la Romagna e le Marche. Egli si occupò altresì dei licheni dei quali costituì una preziosa raccolta ancora oggi consultata dagli studiosi di tutto il mondo. Molte opere trassero origine da questa collezione: tra esse possiamo ricordare le Ricerche sulla autonomia dei Licheni crostosi e materiali pella loro naturale ordinazione del 1852 in cui sono descritte circa cinquecento tipi di licheni. Un altro interesse di Massalongo fu quello per la speleologia, egli si dedicò, infatti, all’esplorazione delle numerose grotte sparse nel territorio veronese. Da tali osservazioni nacque l’Osteologia degli Orsi fossili del Veronese con un Saggio sopra le principali caverne del distretto di Tregnago in cui vengono descritte le principali grotte del Tregnaghese.

Complessivamente Massalongo pubblicò oltre sessanta lavori spesso riccamente illustrati in modo pregevole da lui stesso su temi di botanica, paleontologia ma anche di geologia e zoologia.

Il lavoro intenso dello studioso venne interrotto il 24 maggio 1860, giorno della sua prematura scomparsa. Le sue raccolte naturalistiche nel 1862 vennero acquistate dal Comune di Verona e costituirono il primo nucleo da cui sorse il Museo Civico di Storia Naturale.