Don Felice Panato o Pannato

 

Dal 1854 al 1887 parroco di Tregnago fu don Felice Pannato (o Panato).

Il suo predessore, don Antonio Chiamenti, era morto già da un anno e mezzo, il 28 marzo 1852. Dopo un lungo periodo di vacanza del posto di Arciprete di Tregnago, quando ormai i Tregnaghesi si aspettavano che l’economo, don Arcangelo Degani, venisse nominato loro parroco, ecco invece presentarsi come unico aspirante al beneficio parrocchiale e venire nominato parroco l’8 agosto 1854 don Felice Panato. Era un sacerdote quarantenne – nato il 18 maggio 1814, figlio di Giovanni e di Domenica Raimondi, povero di famiglia, ex frate cappuccino e conoscitore delle lingue latina ed italiana. Prete da sedici anni, dei quali i primi 12 passati da frate, aveva già svolto il ministero soprattutto come confessore e predicatore a Verona, Padova e Venezia; era stato anche insegnante al ginnasio filosofico e di teologia.

Come era costume allora, un prete che aspirava a diventare parroco concorreva “al beneficio” di più di una parrocchia vacante. Sul suo biglietto di candidatura, datato 19 luglio 1854, don Pannato scrisse di essere disponibile alle parrocchie vacanti di Zevio e di Tregnago. Venne indirizzato alla nostra Parrocchia perché nessun altro prete aveva espresso tra le proprie preferenze la parrocchia di Tregnago.

Anche l’I.R. Delegazione Provinciale di Verona accolse favorevolmente, con una sua nota del 26 settembre di quell'anno, l’avvenuta nomina del nuovo parroco, ma chiese anche alla Curia di metterlo in guardia perché spesso si era espresso su argomenti politici non inerenti alle sue funzioni sacerdotali.

Don Pannato morì il 16 maggio 1887 e fu ricordato come un prete abbastanza particolare e ambiguo, talvolta davvero avversato.

Basilio Finetto Dei Rosini ne parla in versi nella sua opera[1].

 

[1]Basilio Finetto dei Rosini, L'arciprete Don Panato, in Ai Fineti. Un toco de storia de Tregnago, Giazza-Verona 1991, pp. 65-66.