Don Ferruccio Spada: fede e cultura

 

Talvolta a Tregnago si sente nominare, soprattutto dagli anziani ma non solo, don Ferruccio, un sacerdote che operò in paese nella prima metà del secolo scorso. I racconti tracciano di lui una figura molto amata e stimata, oltre che per il ministero che svolgeva, anche per la sua vasta cultura e destano in coloro che non l’hanno conosciuto una certa curiosità. Chi scrive ha quindi pensato di cercare qualche notizia su di lui.

Don Marco Ferruccio Spada nacque a Roncolevà di Trevenzuolo il 25 aprile 1880 da Luigi Emilio, calzolaio, e Gratta Bonini; venne incoraggiato ad intraprendere gli studi verso il sacerdozio dall’allora vescovo di Mantova, il futuro Pio X e, nel 1899-1900 già frequentava il Collegio Accoliti come postulante del primo anno. Il fatto che abbia frequentato il Collegio Accoliti indica una propensione di don Ferruccio per la liturgia, la musica e il canto. In seguito, nel 1902-1903 era già chierico. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1903, fu vicario cooperatore prima ad Isola Rizza e poi a Monteforte d’Alpone. Nel 1910 giunse a Tregnago come cooperatore dell’arciprete vicario foraneo don Vittorio Costalunga. In paese erano presenti altri sacerdoti: don Pietro Toblini (n. 1870, cooperatore), don Luigi Biondani (n. 1853, confessore), don Giovanni Battista Morini (n. 1822, cooperatore a Marcemigo), don Eliseo Ferrighi (n. 1877, cooperatore a Finetti) e don Nicola Ziggiotto (n. 1872, cooperatore a Rancani).

Egli intraprese quindi l’ufficio di rettore della chiesa di Sant’Egidio e vi si dedicò con zelo al punto che considerava Tregnago come la sua terra d’ origine, ed era amato e stimato dagli abitanti del posto. Persona di grande ingegno e di carattere vivace, era poeta e letterato, ma anche pittore, musicista, matematico; con competenza passava da un discorso di scienza, arte e storia a un discorso di fede. Era molto legato ai superiori, al parroco, all’altro curato «don Pierin». La chiesa di S. Egidio, ormai mal ridotta, fu da lui abbellita, negli anni, con la decorazione della facciata, un nuovo pavimento, le balaustre, la nuova Via Crucis, l’ornamentazione del soffitto, l’illuminazione. In occasione dell’inaugurazione dei lavori, il 1° settembre 1921, i Tregnaghesi collocarono in chiesa una lapide, che in seguito fu tolta dalla sua sede e, in parte rovinata, fu depositata nella cella al piano terra del campanile, dove ancora giace, che riporta queste parole:

Questa antica chiesa

dedicata a S. EGIDIO abate

nuovamente restaurata ed abbellita

per lo zelo e le cure sapienti

del Cappellano d. Ferruccio Spada

il popolo di Tregnago

nel xii centenario

dalla morte del santo titolare

con vivo sentimento d’arte e di fede

inaugurava

1 sett. 721                                           1 sett. 1921

Oltre al suo ministero sacerdotale egli coltivava una grande passione per la cultura in genere e per la lingua latina: nelle occasioni importanti si ricorreva a lui per un discorso celebrativo, per una dedica, una semplice frase o un sonetto. Molti ricordano anche la sua attività di insegnante per coloro che desideravano proseguire gli studi oltre la quinta elementare e il suo impegno che, unito a quello del parroco don Vittorio Costalunga e del sindaco Gaetano Battisti, permise a Tregnago di raggiungere un certo benessere con la costruzione e l’inaugurazione in paese, nel 1922, dello stabilimento dell’Italcementi. Per la grande occasione don Ferruccio scrisse un componimento che recitava in un brano:

Tregnago stanco della sua collina

troppo avara di biade e di frumento

pensò di trar da’ sassi la farina

coi forni bergamaschi del cemento.

Nel 1924 si occupò, inoltre, dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Abramo Massalongo scrivendo articoli sull’avvenimento, cosa che aveva fatto anche in occasione dell’inaugurazione del restauro e prolungamento della chiesa parrocchiale nel 1922.

Don Ferruccio era, tuttavia, un prete di campagna: tutti i giorni si poteva incontrarlo mentre recitava il rosario lungo la Canesela, una stradina adiacente alla canonica, dove talvolta si recava anche a caccia.

Nonostante tutte le attività svolte, però, ufficialmente fino al 1934 risulta sullo Stato personale del Clero come cooperatore; dal 1937 come confessore.

Egli operò in paese per oltre quarant’anni, fino alla morte che avvenne il 22 aprile 1951. Venne sepolto nel cimitero locale, nella cappella delle suore orsoline, dove ancora si legge la lapide scritta in latino:

HIC SITUS EST

DON MARCUS FERRUTIUS SPADA

SANCTI AEGIDII ECCLESIAE RECTOR

QUI SANCTITATE VITAE ET PIETATE PRAECLARUS

INGENII VI ET ACUMINE PRAEDITUS

LITTERARUM SCIENTIAE ET BONARUM ARTIUM

CULTOR AMATOR AC MAGISTER PERITISSIMUS

SACERDOTIS OFFITIUN AMPLISSIME HONORAVIT

VII KAL. MA MDCCCLXXX                                       OB. IX KAL. MA MCMLI

TRADUZIONE:

Qui giace

Don Marco Ferruccio Spada,

Rettore della chiesa di Sant’Egidio

che, eccellente per santità di vita e devozione,

dotato di forza d’ingegno e sapienza,

cultore, amatore e maestro assai competente

del sapere letterario e delle buone maniere,

onorò assai ampiamente l’ufficio sacerdotale.

Nato il 25 aprile 1880                                                               Morto il 22 aprile 1951

Il 10 novembre 2019 il Comune di Tregnago ha intitolato a don Ferruccio la Biblioteca Comunale.