Orseolo Massalongo

 

Orseolo Massalongo, secondogenito di Abramo, nacque a Verona nel 1854. Trasferitosi con la famiglia a Padova, iniziò fin da giovane a raccogliere insetti, annotando descrizioni e osservazioni in un diario entomologico tuttora conservato nella Biblioteca Civica di Verona. Nonostante il suo interesse per l’entomologia e per la storia naturale, si iscrisse all’Università di Padova, alla facoltà di Scienze Matematiche e si laureò in ingegneria nel 1876. Tornato a Verona, svolse la professione di ingegnere per poco tempo a causa della salute malferma e, in seguito, si dedicò all’entomologia collaborando con esperti veronesi in materia e raccogliendo numerosi volumi che, alla sua morte, sarebbero stati donati dal fratello Caro alla Biblioteca Civica della città scaligera.

Nel 1891 pubblicò, negli atti dell’Accademia di Verona, un importante contributo sugli insetti presenti nel territorio veronese, documentando anche specie rare o attualmente sparite e citando quelle più dannose per l’agricoltura. Riuscì a catalogare ben 1801 specie di insetti dei vari ordini, soprattutto farfalle e coleotteri.

Orseolo era molto abile nel disegno, perciò realizzò le tavole che impreziosirono l’opera del fratello Caro sulle galle della flora italiana. Nella sua attività di ingegnere esercitata solo saltuariamente, progettò l’ampliamento della chiesa parrocchiale di San Bortolo che, iniziato nel 1894, venne portato a termine solo nel 1961 e disegnò l’altare del Sacro Cuore nella chiesa parrocchiale di Tregnago e il campanile che sarebbe stato realizzato in tufo di Quinzano, materiale scelto per la solidità e la durata.

Dopo anni di malattia, Orseolo morì a Verona il 23 febbraio 1901, a soli 47 anni. La sua collezione di insetti, donata da Caro al Museo Civico di Verona, venne distrutta dai coleotteri quando, durante la seconda guerra mondiale, venne collocata in un rifugio blindato nel tentativo di salvarla dai bombardamenti.