Roberto Massalongo: altre notizie

 

Roberto Massalongo nacque a Tregnago, da una ricca famiglia di possidenti. Il padre, Abramo, era un intellettuale impegnato che ha lasciato negli studi scientifici più d'una memoria duratura. Raccolse e descrisse, fra l’altro, i resti fossili di Bolca che contribuì a far conoscere in Europa. Il fratello Caro fu botanico illustre, l’altro, Orseolo, si dedicò all’entomologia, quando una malattia invalidante gli impedì di svolgere con profitto la sua professione di ingegnere.

Appena laureato, Roberto si recò a Parigi, alla Salpetrière, dove studenti da tutta Europa andavano ad assistere alle lezioni del celebre medico J.M.Charcot. Qui fece proprio quel metodo di osservazione anatomo- clinica che è alla base della moderna pratica medica e nello stesso tempo riuscì ad acquisire una solida cultura neurologica.

All'età di 36 anni fu nominato Direttore dell'Ospedale civile di Verona ed in questa posizione fu il tramite necessario per la trasformazione del nosocomio da Luogo Pio a moderno e aggiornato Istituto per la diagnosi e la cura delle malattie. Per ottenere questi risultati fu necessario portare i medici, in primo luogo, ma anche gli infermieri e tutti quanti fossero coinvolti nella gestione ospedaliera, ad uno stesso livello di qualificazione e nello stesso tempo imporre ordinamenti tesi a salvaguardare il decoro, l'igiene , la tranquillità dei degenti. Nello stesso tempo l'ospedale doveva diventare un luogo diverso, per poter affrontare le malattie secondo i più moderni indirizzi clinici, basati sull'indagine anamnestica accurata ed un approfondito esame semeiologico, e dove fossero disponibili nuovi sussidi strumentali ed aggiornate indagini di laboratorio. Nel 1910, quando la struttura fu dotata della corrente elettrica, venne attivato il primo gabinetto di radiologia. Facendo propria la teoria dell'abito costituzionale di De Giovanni, suo maestro di clinica medica, considerò che l’equilibrato sviluppo dell’organismo umano poteva essere alterato da comportamenti devianti, quali l'alcolismo, dalle malattie e dai patimenti fisici e morali. Suggerì quindi efficaci iniziative di prevenzione, si battè per ridurre la diffusione della malaria nelle Valli veronesi e, per decenni, continuò a proporre la costruzione di un Sanatorio per i malati di tubercolosi.

Nel 1885 fu eletto consigliere comunale per l’Associazione politica popolare nella giunta Guglielmi e quattro anni dopo, eletto sindaco Renzi Tessari, diventò assessore. Lasciò l’ impegno politico - amministrativo nel 1902, dedicandosi all’ospedale ed alla propaganda medico- sociale. In più occasioni affermò grande fiducia nel progresso dell’umanità, favorito dalle grandi scoperte scientifiche che si susseguivano nel mondo, e, più d’una volta, rinnovò il suo appello per la riunificazione di Trento e Trieste all’Italia.

Redasse nove capitoli, tutti dedicati alle malattie neurologiche, nel Trattato italiano di patologia e terapia medica di Cantani e Maragliano, edito nel 1893, e fu autore di circa duecento lavori scientifici, pubblicati su riviste italiane e straniere. Di un certo interesse i suoi contributi storici, relativi ai grandi medici veronesi del Rinascimento, Antonio Benedetti e Girolamo Fracastoro, al quale intitolò nel 1905 la Gazzetta Medica Veronese. Fin dal 1888 fu nominato socio di numerose Società scientifiche europee ed italiane, compresa l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona e del Regio Istituto veneto di Lettere, Scienze e Arti in Venezia e venne insignito dei titoli di Cavaliere, Cavaliere ufficiale ed infine Commendatore della Corona d’Italia. Morì a Verona nel gennaio del 1919. Nel suo testamento lasciò all’Ospedale la somma di 350.000 lire, che doveva servire per l’allestimento di una sala di degenza, che ricordasse il suo nome, e per la costruzione di un padiglione completo nell’ Ospedale sanatorio intitolato a Girolamo Fracastoro, che doveva sorgere nella località del Chievo,. Inoltre fece dono all’ospedale della sua biblioteca medica, che occupava sei librerie nell’anticamera della Direzione sanitaria.

Un monumento, opera dello scultore Spazzi, ricorda Roberto Massalongo all’ingresso dell’Ospedale, di fronte al Centro medico culturale “Marani”, con questa dedica. Al comm. Roberto Massalongo Medico Di luminosa e solare fama La cui opera In questa casa di pianto Fu dottamente pia in vita E regalmente munifica in morte. Il Consiglio ospitaliero Riconoscente III MCMXXII.

 

BIBLIOGRAFIA:

G.Zambelli, R.Massalongo, in Il contributo veronese alle scienze mediche, Verona 1949

L.Bonuzzi, Neurologi veronesi dell’ultimo 800 in Verona Medica 1989

L.Bonuzzi, Orientamenti dottrinali e prospettive antropologiche nel pensiero di Roberto Massalongo, in Atti e Memorie dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Letttere di Verona n.172 1995-96.