Villa Cavaggioni, già Franchini

 

Il giardino alberato riveste la pendice sud del colle sul quale sorgono i ruderi del castello, è costituito in gran parte da specie esotiche anche piuttosto antiche, come testimonia lo spessore dei fusti, ed è percorso da una serie di sentieri che conducono a spiazzi erbosi alcuni dei quali coltivati. Del complesso fa parte anche il brolo tuttora coltivato.

La costruzione dell’edificio risale probabilmente al Settecento per volere della famiglia dei conti Franchini. La data 1769 è incisa in una volta del piano terra e documenta un periodo di rimaneggiamenti.

L’edificio ha quattro piani fuori terra e alla sua estremità destra sorge un corpo di fabbrica più basso. Le eleganti linee architettoniche sono messe in risalto dalla decorazione cromatica dell’intonaco in tonalità dall’arancio al rosso. La parte centrale del fabbricato presenta un elegante portale sovrastato da un ampio poggiolo con triplice porta-finestra ad arco a tutto sesto. La facciata principale presenta regolarità nella disposizione delle aperture e si caratterizza per la presenza della trifora al primo piano che collega il salone centrale con il poggiolo. La trifora è composta da tre alte aperture che si concludono con archi a tutto sesto sostenuti da pilastri decorati da cornici rettangolari e con capitelli compositi in pietra.  Il poggiolo è costituito da una lastra in pietra bianca sorretta da due grandi mensole in marmo, la balaustra è in ferro battuto.

Sotto al poggiolo è collocato un portale ad arco a tutto sesto senza decorazioni se non l’individuazione pittorica degli stipiti e della ghiera dell’arco. Le finestre sono rettangolari, dotate di un sottile davanzale modanato in pietra e contornate da una fascia di intonaco rossa. In alto la facciata conclusa con una serie di robuste mensole in legno che sostengono la falda sporgente del tetto e la gronda. La copertura è a capanna e ai lati sono presenti due comignoli.